Ezio Gribaudo | Biografia: 1967
Sito web ufficiale dell'artista Ezio Gribaudo
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Biografia: 1967

Numerose le mostre personali dell’anno. Alla Galleria Larcade di Parigi presentato da Ernest Pirotte (pseudonimo di Paul Bury): vi espone logogrifi bianchi i cui titoli sono tratti da termini greci riferiti alla grafica. Alla Galleria La Minima di Torino (catalogo con testo di Cesare Zavattini): i logogrifi bianchi presentati hanno titoli fantasiosi come Gillotipia, Greco delle incisioni, Greco paleografico, Palingrafico. Altre personali si tengono presso la Galleria La Bertesca di Genova, la Galleria La Giostra di Asti, la Galleria Paola Barozzi di Venezia, e la Saletta grafica della Galleria Schwarz di Milano. Per quest’ultima esposizione viene pubblicato un catalogo con testo di Renato Barilli, che a proposito dei trenta logogrifi esposti, pezzi unici tutti eseguiti nel ’67, scrive: ”Gribaudo sembra mimare nel modo più scrupoloso certi procedimenti dell’industria grafica e fotografica, ma si può poi constatare che, se ne accetta i mezzi, ne respinge i fini. Le sue stampe non ci daranno l’immagine pulita e riconoscibile che tutti attendono dal rotocalco, bensì un’immagine sbagliata, mancata… delle moderne tecniche grafiche Gribaudo accetta i fallimenti e non i successi, riproduce gli oscuri momenti in cui l’immagine, lungi dal costituirsi in tutta nitidezza, si scompone e rifluisce verso un caos originario… uno scacco, una battuta d’arresto inflitta a una normale capacità di lettura…”. Partecipa al Salon de Mai di Parigi e al Salon de Mai a L’Avana, Cuba. Insieme a oltre un centinaio di artisti e di personalità dell’arte e della cultura di tutto il mondo, realizza in diecigiorni e dieci notti di ininterrotto lavoro collettivo un ”Grande Mural”. Fra i partecipanti: Eduardo Arroyo, Valerio Adami, Roland Penrose, Corneille, Luigi Carluccio, Wifredo Lam. La Fratelli Pozzo documenta l’impresa con la pubblicazione del libro Mural Cuba Colectiva 1967. In questa occasione incontra Fidel Castro, Gian Giacomo Feltrinelli e Goffredo Parise. Partecipa alla IX Biennale Internazionale di San Paolo del Brasile, dove vince un premio-acquisto per la grafica. Vi presenta dieci logogri-fi eseguiti nel 1967: Panotipia XX, Palinodia, Greco della Regina IX, Ieratica III, Spitzertipia XV, Cirilica XV, Zootropio V, Lottinoplastica C, Diacritico II, Glifotipia I (tutte parole greche riferite alla stampa e alla grafica). Partecipa al Premio Internazionale dell’Incisione, Biella. Cesare Zavattini lo contatta per realizzare con la Fratelli Pozzo una monografia sulla sua minicollezione, pubblicata nello stesso anno con la prefazione di Raffaele Carrieri e arricchita da altri svariati interventi critici: Trent’anni di pittura in una stanza. La raccolta 8 x 10 di Cesare Zavattini. Fra i due nasce una grande amicizia: Zavattini infatti gli dedica un componimento poetico pubblicato l’anno successivo in Ezio Gribaudo. Il peso del concreto (Fratelli Pozzo, 1968) e gli presenta Giorgio de Chirico, incontrato fortuitamente a Milano. Da questa conoscenza nasce il progetto di una ”Grande monografia” sull’artista (Giorgio de Chirico di Isabella Far, pubblicata l’anno successivo dalla Fabbri), immediatamente seguita dal volume fotografico, curato da Ezio Gribaudo con una prefazione di Cesare Vivaldi e un testo inedito dell’artista, De Chirico com’è (Fratelli Pozzo, 1968), e da Centonovantaquattro disegni di Giorgio de Chirico (Fratelli Pozzo, 1968), con testi di Luigi Carluccio e Ezio Gribaudo. Sempre per la Fratelli Pozzo pubblica il Secondo Futurismo: 5 pittori + 1 scultore. Torino 1923-1938, una panoramica critica completa sul Secondo Futurismo illustrata da Enrico Crispolti con molti documenti di poetica e altri scritti relativi al gruppo; e, in coedizione con Arturo Schwarz, la monografia di Alik Cavaliere con testi di Guido Ballo e fotografie di Ugo Mulas. Collabora con Vittorio Viale per la realizzazione del volume Aosta Romanica e Medievale (edito da Istituto San Paolo di Torino). Propone una grande antologica di Joan Mirò alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Torino; l’artista catalano, da lui già contattato in precedenza, precedenza, avrebbe acconsentito non solo a realizzare la mostra ma anche a donare un dipinto alla città di Torino. Nonostante questo, la proposta non viene accettata dal Comitato Esecutivo. Incontra Giacomo Manzù, Carlo Ponti e Sofia Loren, grandi collezionisti, con cui nasce un’intensa amicizia. Viaggio in Turchia, dove non usa la macchina fotografica ma un bloc-notes per catturare attraverso il disegno, impressioni, paesaggi e sensazioni, creando veri e propri ”diari di viaggio”, suscettibili e soggetti, dopo il ritorno, a una complessa rielaborazione che spesso da luogo ai materiali di una o più mostre a tema.