Biografia: 1985

Le personali dell’anno sono dedicate quasi interamente a lavori ”cinesi”. Ventidue tele di questo soggetto, serie Cina 1982-83, e alcuni logogrifi su carta sono presentati alla Galleria Davico di Torino. In catalogo testi di Filippo Scroppo e Nico Orengo, che descrive questi innaturalistici paesaggi, composti spesso da frammenti, relitti di immagini deposti l’uno accanto all’altro nell’opera definitiva, in apparente disordine, come ”un recupero di antichi segni e colori, di un tetto di una pagoda, di una coda di drago, di una piuma di cutrettola… Gribaudo ha ritrovato quella realtà che il tempo trasforma in memoria, lo scarto in vibrazione, in ‘sogno di una cosa’. E recuperare vuol dire reinventare, portarsi a un falso azzeramento che permette innesti di nuova meraviglia, di incrocio fra culture e sensibilità diverse: una scorribanda, come l’avrebbe chiamata Victor Segalen…”. Contemporaneamente alla Galleria Fornasetti di Torino sono esposte le sculture in piombo, antimonio e alcune opere grafiche dedicate alla Cina. Materiali, tutti, trasferiti poi alla Galerie Rambert, Parigi, mentre alcune grafiche, sculture e monotipi della stessa serie sono allestiti nelle sale della Civica Galleria d’Arte di Portofino. Un’altra mostra personale ha luogo presso la Galleria Il Salotto, a Como. Partecipa a Piemonte Anni 80, realizzata a Venezia. Con la figlia Paola si occupa della realizzazione del Volume African Aesthetics – Center for African Art, New York, collezione di Carlo Monzino. Partecipa ad Arte Torino ’50-’60, allestita negli Antichi Chiostri, e, per la terza volta, alla FIAC di Parigi. Nella collana ”Grandi Monografie” Fabbri pubblica il volume dedicato a Carlo Guarienti.

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