Biografia: 1990

Alla Galleria Arte 3 di Trieste, presenta una serie di Nature morte su iuta eseguite fra i ’85 e il ’90. Alcuni Logogrifi sono esposti invece nella personale alla Galleria Spazio, a Salice d’Ulzio. Una nuova serie di Logogrifi su stoffa, che attesta come il suo lavoro continui a basarsi sulla compresenza di diversi elementi e luoghi della ricerca formale, vengono mostrati alla Galleria Il Gabbiano di Roma. In queste opere, anche se il ”tema” offerto dal dato materico cambia, il colore bianco rimane il filo conduttore. Nella tecnica esecutiva, sempre fortemente sperimentale, Jean Leymarie, nella presentazione al catalogo, individua ”la parte ludica più bella, quella che dà vera gioia nell’esecuzione”. Alla Galerie B, a Parigi, sono esposti invece alcuni Teatri della memoria di produzione recente: vere e proprie alchimie figurative, poliedriche, confluenze di linguaggi plurimi, di luci e di ombre che rendono viva la tecnica del collage. In catalogo un testo dell’amico Jean Dubuffet. Centosessanta sue opere dal 1953 al 1989 vanno in asta a Drout Richelieu: e l’Atelier Gribaudo, Binoche et Godeau. Partecipa alla mostra collettiva Football. I domini del calcio, organizzata nello Spazio Peroni a Roma. Per la collana ”Grandi Monografie” della Fabbri, pubblica il volume su William Bailey.

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