Ezio Gribaudo | DUE OPERE ALL’ECOMUSEO COLOMBANO ROMEAN DI SALBERTRAND
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DUE OPERE ALL’ECOMUSEO COLOMBANO ROMEAN DI SALBERTRAND

IL MAESTRO EZIO GRIBAUDO ESPONE DUE OPERE ALL’ECOMUSEO COLOMBANO ROMEAN DI SALBERTRAND

Prosegue fino a fine mese l’esposizione di due recenti e significative opere del noto maestro Ezio Gribaudo presso l’Hotel Dieu, edificio storico nella via principale di Salbertrand. Le opere, visibili dall’esterno, rappresentano “L’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca di Costantinopoli Bartholomeos I” nella Chiesa al Fanar, ad Instanbul, del 30 novembre 2014.

I quadri sono stati dipinti il giorno dopo l’incontro di Papa Francesco con il Patriarca, a partire dall’elaborazione di alcune immagini dell’evento. “Mi ha colpito enormemente”, dice Gribaudo, “quando il Papa si è chinato verso il Patriarca Bartolomeo e lui lo ha rialzato e abbracciato. Mi ha affascinato questo andare verso l’altro, questo grande segno di speranza, di riappacificazione, sostenuta da un grande impegno e da una grande volontà”.

Si tratta di due dipinti a tecnica mista, dedicati all’incontro di Papa di Francesco con il Patriarca di Costantinopoli. Cromie intense e accese avvolgono le due figure, colte nel momento dell’abbraccio fraterno. Ezio Gribaudo ha affrontato spesso tematiche complesse e difficili, vicine alla religiosità e alla spiritualità.

“Già negli anni ’60” spiega il maestro “ero mosso da un pensiero, uno spirito più “ecumenico” rispetto all’intellighentia di quegli anni che pure frequentavo. Con Papa Giovanni XXIII ho avuto un incontro con la fede. Mi sono sempre ispirato al passato perché per me il passato, la storia sono l’umanesimo, contrapposto al disumanesimo dei nostri tempi. Il Concilio Vaticano II rappresentava la sintesi tra passato e futuro, un nuovo rinascimento che poteva portare allo splendore delle arti, della cultura, dello spirito, dei costumi. Mi coinvolgeva l’intuizione di Papa Giovanni, che già preannunciava, faceva capire la bellezza della chiesa che ha avuto artisti straordinari per l’intera storia dell’umanità, una storia dove non si ricordano i banchieri, ma gli artisti. Il mondo, la civiltà si salveranno solo attraverso la bellezza, il colloquio e la pace, l’umanesimo deve sconfiggere il disumanesimo perché solo così potremo proseguire il nostro cammino. Io credo di creare questa atmosfera. Mentre c’è una voglia di lottare, molti movimenti artistici oggi sulla scena non sono che palliativi, gente disperata che si rifugia nel pressapochismo”.