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Vanni Schewiller – Gribaudo Metalo...

Per Ezio Gribaudo. Ammiro fin dagli Anni ‘60-’70 l’eleganza dei logogrifi di Ezio Gribaudo. Ma di Gribaudo sono anche ammiratore dell’attività editoriale: sì, perché Disegni e parole da lui pubblicato nel 1963 per le torinesi Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo (la casa editrice da lui diretta) assieme al critico Luigi Carluccio e al poeta Edoardo Sanguineti è un libro che ha lasciato il segno (è proprio il caso di sottolinearlo due volte), sia nei cultori dell’arte di quegli Anni ’60, sia in Gribaudo stesso. Gribaudo più o meno è della mia stessa generazione e ha esordito...
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Annalisa Cima – Ezio Gribaudo R...

Caro Gribaudo, il tuo logogrifo è da paragonare ad una forma di scrittura iniziale nella quale si ripercorrono i gradi di formazione dello spirito, come acquisizioni già deposte o momenti di una strada già percorsa. Nonostante si presenti sempre uguale, il logogrifo è caratterizzato da un mutamento incessante, un mutamento apparente che cela contenuti inalterati, fino ad arrivare alla conseguente struttura. Il logogrifo rappresenta l’unione tra la parola e la figura chimerica ed è bianco su bianco, quasi simbolo d’un mondo mitico. Nel gioco di corsi e ricorsi, attraverso...
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Martina Corgnati – I dinosauri di ...

[…] I primi Paesaggi e dinosauri su iuta sono apparsi nel laborioso continente della produzione di Ezio Gribaudo corredati da un riferimento cronologico anomalo, e in qualche misura sorprendente: 1974-83. Una datazione ambigua che però è gia in sé garanzia di continuità: nove anni infatti sono stati necessari all’artista per elaborare e risolvere un’unica immagine. O, per dirla in altri termini, nove anni ha impiegato il primo dinosauro ad occupare uno spazio nell’universo espressivo di Gribaudo, che fino a quell’epoca, nei primi anni Ottanta, di elementi così...
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Francesco Poli – Ezio Gribaudo. Ar...

[…] L’espace de la peinture et de la sculpture de Gribaudo est un espace de liberté, chargé de suggestions fantastiques, de renvois culturels, de traces énigmatiques d’écriture, de récupérations d’éléments décoratifs, de graphèmes, de stéréotypes figuratifs. Le tout vit, se multiple, se superpose, apparaît en relief ou reste gravé dans la dimension dominante du blanc. Comme l’a écrit Giorgio de Chirico en 1969, Gribaudo est un “leucophile”, il aime le blanc, couleur qui n’en pas une, couleur “mystérieuse” parce qu’elle est le lieu potentiel d’une infinité d’images....